Dott. Rachele Pallotto

Quando la famiglia si allarga: come gestire l’arrivo di un fratellino o una sorellina?

Quando la famiglia si allarga: come gestire l’arrivo di un fratellino o una sorellina?
educazione consapevole

La nascita di un nuovo figlio è uno dei momenti più intensi e trasformativi nella vita di una famiglia. È un tempo di grande gioia, emozione e amore, ma anche di inevitabile sconvolgimento e riorganizzazione.
Ogni nuovo arrivo porta con sé una ventata di novità, richiede nuovi adattamenti, ridefinisce ruoli e tempi e mette in discussione tutti gli equilibri, anche quelli che che fino a quel momento sembravano consolidati.

Se già con il primo figlio la quotidianità è stata completamente rivoluzionata, l’arrivo di un altro bambino apre una nuova fase di assestamento, spesso più complessa perché coinvolge non solo gli adulti, ma anche i figli già presenti nel sistema familiare.

Un nuovo equilibrio per tutti

Ogni membro della famiglia è chiamato, in modo diverso, a ridefinire il proprio posto.
I genitori si trovano a gestire contemporaneamente le esigenze di un neonato e quelle di uno o più figli più grandi, spesso ancora piccoli e che pertanto che chiedono a loro volta attenzione, conferme e presenza emotiva.

Non è raro che nelle consulenze i genitori mi chiedano:

Come possiamo gestire la gelosia del nostro primo figlio? Come aiutarlo a vivere serenamente l’arrivo del fratellino o della sorellina?

E la verità è che una ricetta vera e propria non esiste.

Ogni famiglia è un sistema unico, con una propria storia, un proprio linguaggio affettivo e tempi specifici di adattamento.
Tuttavia, ci sono alcune riflessioni e attenzioni che possono aiutare a vivere questo passaggio con maggiore consapevolezza e serenità.

 

I primi mesi: un periodo delicato per tutti

Di certo ciò che sappiamo è che è i primi mesi sono un periodo molto delicato e sensibile.

La mamma vive un momento di forti cambiamenti fisici, emotivi ed ormonali e per questo necessita di tempi di recupero e riposo che vanno rispettati.

Il neonato, dal canto suo, ha bisogno di cure costanti, di contatto, di braccia che lo accolgano e di una relazione continua con il caregiver, non solo per soddisfare i bisogni primari, ma anche per imparare a co-regolarsi emotivamente.

E poi ci sono gli altri componenti della famiglia, tra cui appunto i fratelli o sorelle “maggiori” che ad un tratto si trovano spodestati del loro posto unico e prioritario avuto fino a quel momento, portando nei genitori grandi sensi di colpa per non riuscire più a dedicare lo stesso tempo e le stesse energie come prima.

Ma il senso di colpa, per quanto comprensibile, raramente è un buon consigliere.
Quando agiamo spinti da esso, rischiamo di rispondere più alle nostre emozioni che ai reali bisogni dei nostri figli.

Prendere il giusto tempo per accogliere

Il primo passo è senza ombra di dubbio fermarsi, prendersi un attimo di tempo per capire e osservare senza andare in ansia prima del dovuto. È normale che ci voglia tempo per capire le nuove routine, i nuovi ritmi e i nuovi bisogni della famiglia.

In questo processo, diventa fondamentale il ruolo dell’altro genitore e, quando possibile, degli altri membri della rete familiare (nonni, zii, amici) che possono supportare la gestione quotidiana e offrire presenza nei momenti in cui la mamma è più impegnata o stanca.

 

Capire le reazioni dei bambini

Un bambino di due, tre o quattro anni che accoglie un fratellino o una sorellina sta vivendo qualcosa di molto grande.
Per capire meglio, proviamo a metterci nei suoi panni:
immaginate che il vostro partner, da un giorno all’altro, porti a casa un’altra persona e vi dica che da oggi vivrà con voi, condividerà gli spazi e perfino la vostra camera.
Vi assicura che non c’è motivo di essere gelosi, anzi vi chiede di volerle bene, anche se non la conoscete affatto.
È facile intuire quanto questo scenario possa suscitare confusione e insicurezza.
Ecco: più o meno è ciò che accade a un bambino quando arriva un nuovo fratellino o una sorellina.

I bambini, proprio come gli adulti, anzi, ancora di più, hanno bisogno di tempo.
Devono poter osservare, comprendere e integrare il cambiamento che sta avvenendo.
Nei primi tempi quindi è normale che mostrino comportamenti regressivi: possono voler tornare a usare il ciuccio, chiedere di essere presi in braccio più spesso, imitare il neonato o chiedere attenzioni “come quando erano piccoli”.

Questi comportamenti sono segnali di adattamento. Il bambino sta cercando di riorientarsi nel nuovo equilibrio affettivo.

Cosa evitare (e cosa fare)

Spesso i genitori, nel desiderio di coinvolgere il figlio maggiore, tendono a responsabilizzarlo troppo presto: “adesso sei il fratello grande, mi aiuti a cambiare il fratellino o la sorellina?”.
L’intenzione è buona, ma l’effetto può essere l’opposto, rischiando che il bambino possa sentirsi visto solo “in funzione dell’altro” e non più come individuo con un proprio spazio emotivo.

È importante invece:

  • continuare a riconoscere i suoi bisogni, anche se diversi da prima, magari mettendo in evidenza le sue competenze e riconoscendogli uno “spazio” nuovo in famiglia (non solo fisico)

  • offrirgli momenti esclusivi, anche brevi, di relazione uno a uno, che possano essere anche di gioco e con l’intenzione di vivere insieme un tempo di qualità e presenza.

  • validare le sue emozioni, senza giudizio (“Capisco che sei arrabbiato”, “È difficile vedere la mamma sempre con il fratellino o la sorellina”);

  • non forzare mai la relazione tra i fratelli. L’affetto nascerà nel tempo, quando il legame sarà costruito in modo spontaneo e autentico.

In conclusione

Accogliere un nuovo figlio significa aprirsi al cambiamento, e ogni cambiamento, anche quando è desiderato, porta con sé un piccolo terremoto emotivo.
Ma è proprio attraverso questi passaggi che la famiglia cresce, si trasforma e trova nuovi modi di stare insieme.

Con pazienza, comprensione e uno sguardo gentile verso se stessi e verso i propri figli, ogni famiglia può attraversare questo periodo costruendo un equilibrio nuovo, forse più complesso, ma sicuramente anche più ricco di amore.

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